Info e consigli di viaggio per Ica Peru’

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ica

Informazioni Generali.

Presentazione

Terra esoterica, dalla profonda fede religiosa, dune, valli e sole, Ica è la zona agricola per eccellenza, dove i campi di cotone, i fagioli, gli asparagi, gli agrumi e le vigne si alternano a estesi deserti dalle strutture e dai colori impressionanti. Nei suoi territori si svilupparono alcune tra le più importanti civilizzazioni dell’antico Perù, come quella Paracas e Nasca, che hanno lasciato un’eredità che dura nonostante il passare del tempo, della sabbia e dei venti.

Costituisce una tappa obbligata la Riserva Nazionale di Paracas, area naturale protetta dallo Stato che, tra le spiagge e le formazioni rocciose di maestosa bellezza, dà rifugio ai leoni marini, alle nutrie, ai pinguini, ai delfini e a più di duecento specie di uccelli tra cui i fenicotteri, uccelli migratori da riva e uccelli del guano. Nella provincia di Nasca, a poco più di 100 km dalla città di Ica, si trovano le linee di Nasca, uno dei maggiori enigmi archeologici del mondo, dichiarate Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’Unesco nel 1994. Si tratta di una serie di linee e di disegni giganteschi tracciati sulla sabbia, come il ragno, il colibrì e la scimmia, che si possono ammirare con un sorvolo dell’area.

Nel dipartimento si possono anche visitare delle botteghe vitivinicole nelle quali si producono dei deliziosi pisco e vini di eccellente qualità; la laguna della Huacachina, una bella oasi a pochi minuti dalla città di Ica, racchiusa tra dune di sabbia; e Chincha, valle che diede i natali alla musica nera peruviana.

Dati generali

Altitudine:
Capitale: Ica (406 metri sul livello del mare).
Minima: 2 metri (Paracas).
Massima: 3796 metri (San Pedro de Huacarpana).

Clima:
La città di Ica ha un clima soleggiato quasi tutto l’anno, con una temperatura media annuale massima di 32ºC (89ºF) e minima di 9ºC (49ºF).

Vie di Accesso:
Terrestre
Lima-Ica: 303 km sulla Panamericana Sud (4 ore in auto).

Aerea
Non ci sono voli regolari. Esiste un servizio di taxi aereo da Lima.

Paracas: Riserva Nazionale di Paracas – Ica Palpa.

Situata a 92 km dalla città di Ica (un’ora e 15 minuti circa) al chilometro 395 della Panamericana Sud, è uno di quei posti dove si possono trovare orme dell’uomo preispanico. Nei dintorni sono stati rinvenuti numerosi geroglifici dalle forme più diverse che si distinguono soltanto salendo su per i fianchi delle colline circostanti. Da notare il famoso Tejido de Sacramento.

A 11 chilometri a sudest si trovano i petroglifi di Chichitara, situati su due tipi di rocce, alcune di origine vulcanica e le altre di origine alluvionale.

Sulla loro superficie si possono ammirare figure di serpenti, felini ed esseri con tratti antropomorfici che si pensa siano stati realizzati dagli uomini delle culture Nasca, Paracas e Wari. I petroglifici si trovano in cima a delle colline che raggiungono i 150 metri. Accedere a Chichitara non è semplice, poiché l’accesso su per il fianco è difficile, ma lo sforzo è ricompensato dalla bellezza del paesaggio della zona.

Le linee e le figure di Palpa si trovano in diverse zone come Sacramento, Pinchango, Llipata, ecc. Su di esse si riconoscono enormi disegni geometrici, zoomorfi e fitomorfi.

All’altezza del chilometro 384 della Panamericana Sud, si trova la Città Perduta di Huayurí, un complesso archeologico circondato da alte colline di pietra. Sul lato ovest si trova l’entrata formata dal restringimento delle colline che la circondano. La città, percorsa da strade anguste di diversi settori che conducono ai vari recinti, presenta delle pareti dalle pietre irregolari unite con fango argilloso. Cronologicamente corrisponde al tardo Intermedio (1.200 – 1.400 dC). Lungo il percorso si potrà trovare un antico huarango (specie di albero) di circa mille anni di antichità, uno dei più antichi della costa peruviana.

Paracas: Riserva Nazionale di Paracas – Ica Santuario

A meta del XVI secolo, il conquistatore Nicolás de Rivera il Vecchio ordinó la costruzione di una cappella per albergare il Signor di Luren, santo patrono della cittl Questa immagine di Gesú crocifisso, notevolmente imbrunita dal fumo dell’incenso e dal passo degli anni, congrega anno dopo anno una grande quantitá di fedeli. Il tempio di stile neoclassico é caratterizzato dalla sua appuntita ed unica torre nella cui base si puó osservare un orologio. Una sola porta, incoronata da quattro finestroni, funge da ingresso principale alla navata.

Nei dintorni del santuario si osserva una grande quantitá di venditori di ceri, scapolari, repliche, fra altri óggetti religiosi collegati a questa devozione.
La tradizione racconta che questa immagine di Cristo viaggiava dalla Spagna guando un temporale frustó la nave; il capitano ordinó di disfarsi del carico e, cosí, il cassetto che portava l’immagine fu gettato in mare. Per molti carico rimase galleggiando alla deriva, finché fu riscattato. Il frate Francisco Madrigal compró il cassetto chiuso, e guando lo apri si sorpresse di trovare l’immagine del Cristo senza alcun danno. Allora, portò questa immagine del Cristo Crocifisso alla città di Ica, dove immediatamente congregò a centinaia di fedeli.

Canyon dei Perduti (Cañón de los Perdidos): come arrivare alla meraviglia nascosta di Ica

Questo è uno dei luoghi più “instagrammabili” che puoi trovare a Ica, Perù. Devi conoscerlo!

Molti viaggiatori approfittano delle festività e delle loro vacanze, sia di studio che di lavoro, per allontanarsi dallo stress e dal caos della città e prendere un aereo o un autobus per rilassarsi in una delle tante destinazioni che il Perù offre. A seconda delle tue preferenze, troverai luoghi dove predomina il caldo o il freddo, oltre a poter conoscere scenari impressionanti che ti faranno desiderare di non tornare alla tua routine.

Tra i luoghi che puoi visitare, e senza spendere troppo, c’è il Cañón de los Perdidos (Canyon dei Perduti), situato a Ica. Questo si trova in mezzo al deserto e ha attirato l’attenzione di molti per la sua incredibile struttura, che si può apprezzare sia dall’alto che dall’interno.

Da Ica, dovrai percorrere circa 90 km o 2 ore. Durante questo tragitto passerai per una strada sterrata, che fa parte dell’habitat di avvoltoi o corvi. Per scendere alla destinazione finale ci vorranno circa 30 minuti. Non è necessario essere esperti di trekking per fare questo viaggio, basta seguire il proprio ritmo.

Questa attrazione naturale conta 4 livelli in cui si possono osservare formazioni che si sono conservate per milioni di anni. Apprezzerai un’ampia vegetazione circondata da aironi ed è il punto di sbocco con il fiume Ica.

Al secondo livello potrai vedere il Volto del Puma e l’Occhio di Pesce, una specie di pozza d’acqua stagnante, causata dalle piogge e dall’acqua del sottosuolo. Questa si trasforma in un’immagine piuttosto ben definita e nitida sulla sabbia.

Nella parte esterna si trova la gola o la forra. Per via del suo fondo instabile, si chiede ai viaggiatori di prestare molta attenzione quando percorrono il sentiero. Nello stesso scenario troverai la Plaza Caracol, una struttura rocciosa con un tetto naturale.

Perché si chiama il Cañón de los Perdidos? Questo nome gli fu attribuito dopo una spedizione condotta dall’allora sindaco Pablo Alvites insieme a un gruppo di abitanti e al giornalista locale Maycol Herrera. Quando questo gruppo si dirigeva verso il luogo, si persero, smarrendosi per un paio d’ore. Alla fine del tragitto, l’uomo della stampa decise di intitolare il suo reportage “Cañón de los Perdidos”, ed è così che questo luogo turistico a Ica è stato battezzato, come descritto in una pubblicazione di RedBus.

Come arrivare al Canyon dei perduti (CAÑÓN DE LOS PERDIDOS)

Si trova a 69 km a sud-ovest della città di Ica (3 ore in auto o 2 in un fuoristrada 4×4). Prendere la strada Panamericana Sud (Ica – Palpa) fino al km 339, ingresso a Callango (distretto di Ocucaje) e poi 50 km di strada sterrata. Si ritiene che facesse parte dell’oceano e i resti fossili trovati intorno convalidano questa teoria. Vanta una flora e una fauna specifiche, tra cui spiccano avvoltoi, animali nocivi, lucertole e aracnidi, mentre alla foce del fiume Ica si possono vedere alcuni animali marini minori e aironi. Si trova anche vegetazione come huarangos e palme. Si raccomanda di prenotare il tour con agenzie di viaggio certificate.

Presso le agenzie di viaggio potrai trovare tour completi che ti porteranno a questa destinazione a partire da 100 soles in servizio condiviso. Approfitta delle promozioni e recati con tutte le misure di sicurezza per evitare contagi.

Se stai pianificando il tuo viaggio per conoscere questo scenario sorprendente, devi tenere presente che l’unica via per arrivare a Ica è in autobus o auto privata. Questo è il tempo approssimativo del percorso:

Lima-Chincha: 200 km / 2 h 30 m

Lima-Pisco: 227 km / 3 h

Lima-Nasca: 445 km / 6 h

Ayacucho-Ica: 388 km / 7 h

Arequipa-Ica: 706 km / 11 h 30 m

Cusco-Nasca: 660 km / 14 h

Celebrazioni a Ica

Questo è il calendario delle attività a cui i turisti possono partecipare. Si precisa che alcune date potrebbero subire modifiche a causa delle restrizioni dovute alla pandemia di COVID-19.

Febbraio (variabile): Festival del Verano Negro (Chincha, distretto di Chincha Alta).

Marzo: Festival de la Vendimia (Ica e Chincha).

Marzo-Aprile: Settimana Santa Iqueña.

Luglio: Virgen del Carmen (Chincha, distretto di El Carmen).

Ottobre: Virgen de Yauca del Rosario (Ica, distretto di Yauca del Rosario), Celebrazione religiosa del Señor de Luren e Settimana Turistica di Chincha.

Novembre: Settimana Turistica di Ica.

Attrazioni Turistiche della città di Ica

Presenta pezzi interessanti delle civilté Paracas, Nazca, Ica, Chincha ed Inca. Si possono apprezzare resti di fossili, petroglifi, i bellissimi manti Paracas, pezzi squisiti della ceramica Nazca e dei “quipus” (cordoncini di van colorí con nodi che servivano alla contabilitá, ecc.) Inca. Nella Sala di Antropologia, spiccano alcuni esemplari di trapanazioni e deformazioni craniche, le teste-trofeo e le mummie precolombiane. II museo possiede anche una raccolta interessante di tele, decorazioni e mobillo coloniale, cosi come alcuni oggetti del periodo repubblicano.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Achirana dell’Inca

A solamente 15 minuti di viaggio in macchina, 18 chilometri al Nordest di Ica, si puó osservare un vecchio canale d’irrigazione Inca. Racconta la tradizione che al tempi dell’Inca Pachacútec, 11 suo successore Túpac Yupanqui commandó personalmente la conquista di queste valli e rimasse profondamente innamorato di Chumbillalla, figlia del “curaca” (cacicco)locale.

L’affetto tra i due evitó 11 confronto armato. Allora, la giovane comunicó l’emissario circa la sofferenza della sua cittá per la scarsltá di acqua. Davanti a questa sltuazione, l’Inca invió immediatamente 40.000 uomini per costruire un grande canale che avrebbe raggiunto i 30 chilometri, e possibifitando cosí l’irrigazione di circa 11.000 ettari di coltivazioni. Quel canale é quello che oggi si conosce come l’Achirana dell’Inca.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Casa del Valle

Piacevole casa di stile repubblicano che attira I’attenzione per la grazia con la quale si combinano il bel portico in legno intagliato ed i loro due finestroni esterni di griglia e cappello.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Casa Mallqui

Anche nota come la Casa delle Cornucopie, questa casa coloniale di stile roccocó é famosa per i suoi lavori in gesso, le sue colonne false ed I suoi imponenti frontespizi. All’interno é possibile apprezzare un accogliente giardino centrale ed una galleria.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Casona del marchese di Torre Hermosa

Una delle poche testimonianze di architettura coloniale in Ica é la vecchia casona che fu di proprietá del marchese di Torre Hermosa. Questa é conosciuta, anche, come la casa Bolívar, perché diede ospitalitá al Liberatore guando visitó la cité. Presenta uno squisito frontespizio in stile roccocó lavorato in pietra.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Cerro Colorado e Cabezas Largas

La sabbia del deserto nascondeva due cimiteri immensi: Cerro Colorado, al piedi del Centro di Interpretazione della Riserva Nazionale di Paracas, e quello di Cabezas Largas, a 200 metri appena dal Museo in Sito Julio C.Tello. L’archeologo peruviano Julio C. Tello si dedicó arduamente ad investigare la penisola e nel 1925, scopri le tracce della civiltá Paracas, Per generazioni, questa cittá aveva seppellito i suoi defunti in due tipi di tombe. Quelle di Cerro Colorado, con un’antichitá che risale intorno al 400 d.C., rammentano la forma di una coppa capovolta, con una profonda camera funeraria dove sono state trovate delle mummie accuratamente avvolte in vara stratti di stoffa.

In alcuni dei crani é possibile osservare le tracce delle trapanazioni praticate dai paracas, in molti casi con successo. Al momento, i resti rimangono coperti e solo una parte di alcuni muri puó essere osservata.

Il popolo di Cabezas Largas con i suoi cimetri che datano intorno dal 100 a.c. al 200 d.c., deve il suo nome alla forma allungata di alcuni crani che furono deformati intenzionalmente,forse come simbolo di gerarchia. Mostra, inoltre, un cambio nelle abitudini funebri giacché gli individua erano seppelliti in gruppi ed a poca profonditá, avvolti in tessuti accuratamente ben riusciti. Questi manti sono considerati come i migliori esponenti dell’arte tessile peruviano, sia per la selezione eccellente delle tinte e le fibre di cotone con le quali furono confezionati che per i disegni ricamati. Molteplici colorí e grande varietá di esseri antropomorfi con lineamenti felini e di uccelli, riflesso di un cosmovisione complessa, adornano queste strabiglianti stoffe.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Chiesa San Francisco

Il tempio di San Francisco impone la sua presenza nella cittá di lea, non per la sua antichitá, giacché risale al XX secolo, ma per la sua ampiezza. L’ingresso alla navata centrale é marcato da un frontespizio, mentre due torri che culminano in campanili a bífora si innalzano negli ingressi laterali. All’interno, vitrali con scene della vita di San Francesco d’Assisi dominano la chiesa, la cui opera d’arte pié notevole é la tela di María lmmacolata che risale al XVIII secolo. In questo tempio moderno, i tradizionali altari laterali coloniali cono stati sostituiti da mensole che sostengono diverse immagini sacre.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Chincha Alta.

All’altezza del km 202 della Panamericana Sud.
I primi abitanti di queste terre furono gli yauyos, il cui dio felino “Chinchay”, ha dato l’origine, probabilmente,alla parola Chincha. Oggi, le popolazioni che abitano nella zona, e in special modo al Carmen, sono discendenti degli schiavi che arrivarono in Perù nei secoli XVII e XVIII, provenienti dal Senegal, dalla Guinea, dal Congo e dall’Angola per lavorare nelle piantagioni di cotone.

A pochi chilomentri si trova la Casa Hacienda San José, costruita alla fine del XVII secolo. Tra le attrazioni principali la cappella e le catacombe attraverso le quali si conducevano gli schiavi bendati per evitare che fuggissero.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Città di Cachiche

Famoso sin dal XIX secolo per le sue streghe che elaboravano amuleti e guarivano ogni tipo di maleficio. Attualmente, si commenta che alcune persone mantengono nascoste queste vecchie pratiche. Persino nel bosco é possibile trovare un monumento in onore alle buone azioni che un giorno effettuarono le streghe di Cachiche.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Frati di Parcona

Un bosco di pietre localizzato a 5 chilometri a Est dalla cittá, sfida l’immaginazione dei visitatori permettendo loro di distinguere una tartaruga, la testa di una scimmia, un rospo o un peste, tutte queste figure scolpite nelle pietre per l’azione del vento ed il passaggio dei secoli.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Oasi di Huacachina

Circondata da dune, palme e “huarangos” (acacia macracantha = carrubo), appare come un’illusione nel deserto la laguna di Huacachina, a solamente 5 chilometri a Ovest dalla cittá di Ica.Anticamente, la laguna acquisi la fama fra gli abitanti del luogo grazie agli effetti medicinali delle sue acque che provengono da filtrazioni. Oggi é un tranquillo stabilimento termale, ideale per riposare ed apprezzare il panorama.

É possibile fare una passeggiata in barca per la laguna e quelli che preferiscono qualche cosa di awentura, saranno in grado di praticare il sandboard sulle dune. Nello stabilimento d possibile affittare l’attrezzatura necessaria per la pratica di questo sport.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: La Cattedrale

Come succede in molte cittá del Perú, la Plaza de Armas di Ica continua ad essere l’imprescindibile punto di ritrovo per gli abitanti della cittá e per i turisti. Dalla piazza si possono apprezzare la Prefettura, il Municipio, la Cattedrale e la Casa Bolívar, cosí come osservare scene della vita quotidiana degli abitanti. É un buon punto di partenza per visitare la cittá.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Le Cantine Iqueña

Non invano Ica é considerata la capitale del “pisco” e del vino peruviano. Un viaggio per queste terre invita ad assaggiare ii delizioso pisco ed i1 buon vino iqueño. I viaggi includono sia le cantine pié famose che quelle pittoresche cantine artigianali che aprono le loro porte al visitatore e l’invitano a degustar la grande varietá di vini e piscos, come il tipo “quebranta”, il pisco di limone, il “torontel”, il “acholado”, quello di mosto verde o quello invecchiato.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Piazza delle Armi

Edificata nel XVIII secolo e restaurata nel 1814, questa chiesa appartenne al gruppo monumentale della Compagnia di Gesú. La sobrietá del frontespizio neoclassico é completato perfettamente con l’aspetto interno del tempio, nel quale domina lo stile Barocco. Spiccano gli squisiti intagli in legno del pulpito e gli altari, cosí come i dipinti degli evangelisti nei pennacchi della cupola.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Pisco

Fondata come villaggio nel 1640 per ordine del vicerd Marchese di Mancera, Pisco é oggi una piccola cittá di pescatori e contadini localizzata a 76 chilometri da Ica. Per la sua prossimitá alla bala di Paracas é diventato un luogo molto visitato dai turisti. Nella Plaza de Armas spiccano la Chiesa Madre che risale al XVII secolo ed II palazzo di stile moresco del Municipio. A cento metri dalla piazza troviamo la chiesa della Compagnia di Gesú, che é un templo di stile Barocco all’interno del quale si possono apprezzare alcune tele della Scuola Cusqueña ed altari ricoperti in foglia di oro.

Viene spontaneo associare il nome della cittá, quasi immediatamente, col pisco,liquore di atino d’uva prodotto nella costa meridionale peruviana, specialmente nella regione di Ica. Durante il vicereame la fama del liquore fu associata rapidamente con il porto iqueño, denominandolo “liquore di Pisco”.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Ruderi

Nei pendii di una montagna non molto alta, a solo 2 chilometri di distanza dalla cittá di Nazca si possono osservare le tracce di un antico insediamento Inca,. Gli edifici di adobe (mattoni crudi) e di pietra conservano le nicchie trapezoidali caratteristiche dell’architettura inca. Nella parte superiore esiste un belvedere da dove si possono distinguere le tracce delle vecchie piazze incas che facevano parte del gruppo.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Tambo Colorado

In direzione Nord per la strada statale Panamericana Sud, all’altezza del chilometro 229 é localizzata la deviazione verso la strada pubblica Los Libertadores; nel chilometro 45 di questa strada troviamo Tambo Colorado, un importante centro amministrativo inca.

Il nome originale sembra essere stato Pucatampu. Costruito durante gli anni di governo di Pachacútec, costitui un punto di unione della strada Inca che collegava Ayacucho e la zona costiera del Pacifico. I suoi muri stuccati conservano nicchie dove si possono osservare resti di pigmenti rosso e giallo usati per decorarli. Si possono apprezzare diversi palazzi distribuiti in torno ad una piazza, alcuni ad uso cerimoniale ed altri piú profani, come depositi o abitazioni.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Tambo de Mora e la Cantinela

La Cultura Chincha fiori in questa regione fra i secoli IX e XV d.C. Nonostante fu conquistata dagli Incas, questa cittá mantenne il suo prestigio ed autoritá grazie alíe sue attivitá commerciali. I chinchas navigavano con grande destrezza fino all’Equador per portare il “mullu” o spondylus, una conchiglia di grande valore per alcune civiltá andine.

Tambo de Mora, localizzato a I I chilometri dalla ata. di Chincha, fu uno dei piú importanti centri amministrativi di questa cittá durante il periodo preispanico, formó parte del complesso denominato Chinchaycámac, la cui estensione si calcola fosse di 500 ettari. Anche la huaca (recinto funebre) Centinela, a 8 chilometri dalla strada statale Panamericana Sud, fecce parte di questo complesso. Mostra una struttura piramidale, grande quantitá di cortili e muri decorati con bassorilievi geometrici. La costruzione soffri alcune modifiche durante il dominio degli Incas.

Attrazioni Turistiche della città di Ica: Tenuta San José

Nel distretto di El Carmen, a 15 chilometri a Sudest di Chincha, é ubicata questa tenuta coloniale. Alla fine del XVII secolo, i Gesuiti edificarono in questa proprietá una della piú bella casa-tenuta che si conservano fino ad oggi.

Le sue arcate, i portali ed un patio (cortile) molto ampio danno la sensazione di essere retrocessi nei secoli. La cappella presenta un bel altare Barocco intagliato eccellentemente in legno. Durante il percorso á possibile apprezzare i gioghi, gli aratri e le ruote di carri impiegati allora. É da notare, anche, una galleria sotterranea attraverso la quale, si dice, erano portati gh schiavi.

Scoperta storica che conferma l’origine peruviana del pisco: esisteva a Ica fin dal XVI secolo

L’ente affiliato al Ministero della Cultura ha informato del ritrovamento di un documento legale, datato 1587, che ratifica la provenienza del distillato.

L’Archivio Generale della Nazione, ente affiliato al Ministero della Cultura (Mincul), ha annunciato la scoperta di un documento legale datato 1587 (XVI secolo), che conferma nuovamente l’origine peruviana del pisco. Questo importante ritrovamento sarà dichiarato Patrimonio Culturale della Nazione e sarà iscritto nel Comitato Peruviano Memoria del Mondo dell’UNESCO.

La ricerca si è concentrata sui Protocolli Notarili di Ica, dove sono stati trovati numerosi documenti che riflettono transazioni commerciali relative al pisco. L’obiettivo era identificare il luogo di produzione di questa bevanda e le sue caratteristiche durante quel secolo, come spiegato da Ricardo Moreau, capo dell’ente.

Tra i documenti più rilevanti, sono stati trovati atti di vendita e affitto noti come “chacaras de viña”, terreni agricoli che in seguito divennero importanti fonti di produzione economica nella “Villa de Valverde della valle di Ica del Perù”.

Lo storico Julio Hernández è riuscito a localizzare un documento del notaio García de Córdoba, datato 8 novembre 1587. Il documento descrive dettagliatamente una disputa tra Manuel de Azante e Jorge Capelo.

Secondo quanto riportato, Capelo reclamava ad Azante la restituzione di metà dei suoi beni, che includevano una caldera e altri oggetti, sostenendo che entrambi avessero una società.

La menzione della caldera è cruciale, poiché era lo strumento utilizzato per la distillazione, processo che all’epoca implicava l’ebollizione del vino con acqua (aguapié) e produceva una bevanda con maggiore concentrazione alcolica come il pisco, hanno dettagliato.

Questo ritrovamento è significativo anche perché fornisce prove tangibili sull’esistenza dell’acquavite nel XVI secolo, rafforzando la narrazione del pisco come un prodotto genuinamente peruviano.

Ricardo Moreau Heredia ha informato che il documento è in fase di restauro per la sua successiva digitalizzazione, consentendone così la preservazione e l’accesso pubblico.

L’ente affiliato al Mincul ha sottolineato che il suo lavoro di ricerca mira a rafforzare l’identità nazionale, evidenziando l’importanza di questi ritrovamenti storici per l’orgoglio collettivo.

Questo sforzo costante per scoprire e preservare documenti storici aiuta a costruire una narrativa solida sul patrimonio culturale peruviano, incentivando i cittadini a valorizzare e proteggere la loro eredità, hanno precisato le autorità.

La conferma dell’origine peruviana del pisco mediante questo antico documento non solo celebra la ricchezza storica della nazione, ma — secondo le autorità della cultura — riafferma anche il ruolo dell’Archivio Generale della Nazione nella conservazione della memoria collettiva del Perù.

Documenti rafforzano la teoria dell’origine

A maggio di quest’anno, è stato riferito che un gruppo di esperti ha trovato dei manoscritti commerciali, degli anni 1583 e 1587, che erano dimenticati tra gli scaffali dell’Archivio Generale della Nazione, situato nel seminterrato del Palazzo di Giustizia, nel Cercado de Lima.

Ha aggiunto: “Dopo 81 anni di occupazione di questo spazio, le condizioni sono evidentemente carenti. Il deterioramento causato dal tempo è innegabile, ma è anche necessario riconoscere che non sono state prese le misure pertinenti per preservare questo patrimonio.”

In quel momento, furono trovati due manoscritti commerciali finora sconosciuti e datati 1583 e 1587. Questi comprovano che il Perù produceva e commercializzava già acquavite d’uva, ovvero pisco.

Secondo gli esperti, questa scoperta ratifica che questa bevanda è nata in territorio peruviano.

Nel primo di questi documenti si fa riferimento alla consegna di acquavite d’uva in “botijas” (recipienti di terracotta) di “aguapié” o pisco in un “lagar” (torchio o cantina) nella regione di Ica, a sud di Lima, capitale del paese.

Mentre il secondo descriveva già la controversia tra Azante e Capelo.